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ENZO TORTORA (1928-1988)
La biografia completa

"Io sono innocente. Spero, dal profondo del
mio cuore, che lo siate anche voi."

ESAURITO

Applausi e Sputi

Sperling & Kupfer
Collana "Le radici del presente"
Prima edizione: Maggio 2008
Seconda edizione: Luglio 2008
Terza edizione: Novembre 2012
520 pagine, 16 pagine di foto in b/n
15 euro
ISBN 978-88-200-4474-9

Kepler edizioni
Prima edizione e-book: Luglio 2016
520 pagine, 49 pagine di foto a colori e in b/n
5,99 euro
ISBN 978-88-998-4880-2

«Sono certo che questo é il primo libro che racconta Tortora. Raccontare Tortora, come chiunque, testimonia due cose: un dato oggettivo e un soggetto (chi lo scrive, la sua interpretazione e la sua lettura). E sono certo che la lettura che Vittorio dà a questa storia è quella che più ne rispetta le verità e restituisce i connotati a Enzo Tortora»
Marco Pannella

«Un libro vero, reale, scritto con lo stile del giornalismo di indagine e condito con un pizzico di affetto. Mi piace. E infatti è lì, sul mio comodino perché ogni tanto amo rileggerne qualche pagina. A dire la verità, alla sua pubblicazione fui presa dall’“invidia”: avrei voluto scriverlo io un libro così ma dopo averlo letto ho capito che il mio coinvolgimento affettivo, il mio essere troppo di parte, non avrebbe lasciato alla vita di Enzo, prima, e alla vicenda giudiziaria, poi, quella credibilità di “storia vera”, così ricca e assurda da sembrare un romanzo. Non avrei saputo raccontarla così bene, con garbo e con verità, con la mente prima ancora che con il cuore, come invece ha fatto Vittorio Pezzuto al quale va - oltre al mio grazie - il merito di aver restituito al Paese la memoria di Enzo»
Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora

«Se non volete credere alla mia ricostruzione potete sempre leggere il libro a cui mi sono ispirato in larga parte, “Applausi e sputi” di Vittorio Pezzuto. Un’opera che è stata scritta con un lavoro di due anni, un libro molto bello che io personalmente raccomanderei che fosse letto nelle scuole di giornalismo, per come è documentato e per come è scritto»
Antonello Piroso, Direttore de La7 (dal monologo su Tortora “Dunque, dove eravamo rimasti?”)

«Tortora è una pagina nera della giustizia e Pezzuto non fa sconti. “Applausi e sputi” è un libro duro, spietato, contro la rimozione collettiva»
Giangiacomo Schiavi, Corriere della Sera

«È tra le migliori biografie che abbia mai letto in assoluto, qualcosa che forse dovrebbero leggere e rileggere colleghi, avvocati, magistrati, cittadini e scolari che credono di sapere e invece non sanno, credono di ricordare e invece non ricordano, credono che ogni tanto succeda ancora qualcosa, nel mondo della malagiustizia italiana, e invece è già successo tutto: ma di più»
Filippo Facci, Il Giornale

«Leggendo nel libro di Pezzuto le cronache, i dettagli, i corsi del processo, le immagini si accavallano e a tratti sembra di essere finiti dentro un film di Dino Risi, una pellicola eterna sui pregiudizi nazionali»
Massimiliano Lenzi, Il Secolo XIX

«Un racconto che si legge d’un fiato perché percorso non dal piglio saccente di chi si fa bello perché “non dimentica”, ma dalla passione autentica di chi vuole ricordare»
Laura Borselli, Tempi

«I quindicimila documenti consultati da Vittorio Pezzuto e le 80 pagine di note danno il senso del rigore con cui “Applausi e sputi” è stato scritto» Gianni Zambito, Liberazione

«Il libro di Pezzuto racconta, spiega, lascia la parola al protagonista. Fa accapponare la pelle a chi ancora ne ha una» Davide Giacalone, Libero

«Un ritratto umanissimo e sorprendente»
Oggi

«Si legga anche soltanto qualche pagina di un libro straordinariamente documentato, Applausi e sputi di Vittorio Pezzuto pubblicato da Sperling&Kupfer, per capire il torto mostruoso che fu fatto a Enzo Tortora: la pagina peggiore di una magistratura feroce, la pagina peggiore di un giornalismo servile e conformista (tranne rare eccezioni, in primis Enzo Biagi), la pagina peggiore di una politica in fuga (tranne rare eccezioni, in primis i radicali)»
Pierluigi Battista, Magazine del Corriere della Sera

«Io non corro pericoli ma a lei la mandano in galera… Stia tranquillo: in Italia non occorre essere colpevoli per finire in galera. Anzi, essere innocenti, come dimostra il suo libro, guasta»
Francesco Cossiga a Vittorio Pezzuto