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“Bisognerebbe, comunque, che gli interessati ne traessero almeno un'immediata lezione:
e cioè che i giornali non durano un giorno, che non tutti finiscono nei convogli destinati
alla combustione. Anche scrivere su un giornale è, direbbe Orazio, come scrivere sul bronzo.”


LEONARDO SCIASCIA
Da L'Espresso del 22 ottobre 1978
Applausi e Sputi - Le due vite di Enzo Tortora Giornalista colto e brillante, profondo innovatore del linguaggio televisivo e radiofonico, strenuo difensore della libertà di antenna, Enzo Tortora è uno dei personaggi più popolari del Paese. Con l'arresto del 17 giugno 1983, gli italiani scoprono attoniti che l'uomo che ogni venerdì è ospite fisso delle loro case con il programma dei record Portobello altro non sarebbe che un camorrista e uno spacciatore di droga. L'istantanea che lo ritrae con le manette ai polsi riesce così a deturpare la sua immagine pubblica, cancellando in un colpo solo la carriera nitida di un uomo che non ha mai barattato la propria coscienza. Scaraventato in carcere, Tortora scoprirà che esiste un'altra Italia, molto più vera e dolente di quella che credeva di conoscere. E ben presto la lunga detenzione e un processo kafkiano trasformeranno il suo dramma personale nel simbolo della giustizia ingiusta.
Eletto deputato europeo e presidente del Partito radicale, combatterà fino all'ultimo dei suoi giorni per i diritti dei detenuti e contro una magistratura irresponsabile per i propri errori. Enzo Tortora ha insomma vissuto due vite. Per la prima volta una biografia completa e sorprendente le racconta entrambe.

PROLOGO

VENTICINQUE anni fa, alle quattro e un quarto del mattino del 17 giugno, bussano alla porta di una camera dell'Hotel Plaza di Roma. Spalancato l'armadio, aperta una valigia, sequestrata un 'agenda telefonica, guardato dentro ai calzini e spaccato un salvadanaio di ceramica a forma di porcellino (non si sa mai) si portano via un uomo stralunato, che ha appena avuto il tempo di vestirsi e di raccogliere pochi effetti personali in una sacca di tela rossa. Quando scendono con l'ascensore nella hall deserta il portiere di notte ha appena il tempo di mormorare - dietro al banco, la testa bassa - un “Mi dispiace” all'uomo che, come in trance, cammina in mezzo ai quattro carabinieri in borghese. Fuori è buio. In via del Corso non passa nessuno. La prua dell'Alfetta punta decisa su via In Selci, sede del nucleo operativo dei carabinieri. Condotto in ufficio, l'uomo viene fatto sedere davanti a una scrivania ingombra di incartamenti. “Lei è in stato d 'arresto.” “Come?” “C 'è un ordine d 'arresto dalla procura di Napoli.” “Ma per cosa??” “Non lo sappiamo.” Un collasso, le mani e le gambe che si fanno di ghiaccio. Quindi la ricerca di un avvocato e una telefonata alla figlia Silvia: “Ricordati che papà è quello di sempre”. L'angoscia si raggruma in una lunga, incomprensibile attesa. I militari hanno l'ordine di aspettare mezzogiorno per tradurlo nel carcere di Regina Coeli, nessuna fretta deve compromettere la riuscita di una regia studiata da tempo. Il cellulare è stato posteggiato dall'altra parte della strada per meglio consentire a teleoperatori e fotografi di vivisezionare in tutta calma il volto del prigioniero, zoomando sulle manette che stringeranno i suoi polsi. Il tempo sgocciola. All'uomo vengono prese le impronte digitali e scattate le foto di rito: faccia e profilo. La faccia e il profilo di Enzo Tortora.

INDICE DEL LIBRO

Prologo
1. Ascesa e cacciata dall'Olimpo Rai
2. Macchina per scrivere e nuove telecamere
3. L'Italia di “Portobello”
4. Camorrista “ad honorem”
5. Manette in salotto
6. Un “onorevole” in Parlamento
7. In nome del popolo italiano
8. “Per non aver commesso il fatto”
9. “Dunque, dove eravamo rimasti?”
10. Fino all'ultimo respiro
Epilogo
Note
Bibliografia essenziale

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