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Da CORRIERE DELLA SERA del 7 giugno 2008
TORTORA E I BOY SCOUT ALLA GUIDA DELLA RAI
di Aldo Grasso

Nell'interessante libro di Vittorio Pezzuto dedicato a Enzo Tortora, Applausi e sputi (Sperling&Kufner) viene ricostruito con dovizia di particolari il famoso licenziamento del presentatore nel 1969. Tortora fu cacciato dalla conduzione di due programmi di grande successo: “La domenica sportiva” e “Il gambero”. Motivo? In un'intervista al settimanale Oggi, Tortora aveva parlato male dell'azienda, definendola «un jet colossale guidato da un gruppo di dissennati» (questa però fu l'“interpretazione” della giornalista Edgarda Ferri; la frase originale diceva «un jet colossale guidato da un gruppo di boy scout»). L'analisi di Tortora risulta ancora oggi singolarmente attuale. E' un lucido attacco all'ingerenza dei partiti, ai limiti del monopolio, al soffocante legame che stringe la Rai alla politica: «Ribadisco che il monopolio è veramente intollerabile, che la partitocrazia uccide e avvilisce il mezzo televisivo». Cos'è cambiato da allora? In quarant'anni non è cambiato proprio nulla e, nonostante l'avvento di altri soggetti tv, le mani della politica sulla Rai ci sono ancora.

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