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Da IL GIORNALE (Edizione di Genova) dell'8 giugno 2008
Reazioni diverse alla targa
PEZZUTO: «PER TORTORA UNA SCELTA VERGOGNOSA»


Reazioni contrapposte alla decisione di dedicare a Enzo Tortora uno spiazzo adiacente a via Roma. Vittorio Pezzuto, storico radicale genovese, autore del libro “Applausi e sputi”, oggi portavoce del ministro Brunetta, giudica «vergognosa» la decisione. Non certo perché sia sbagliato ricordare Tortora, quanto perché «gli è stato dedicato un marciapiede, e talmente piccolo che la targa sarà lunga un decimo di tutto il tratto» attacca. «Si tratta della giusta risposta dei burocrati all'insipienza dei politici che non hanno mai voluto ricordare un grande genovese calpestato. Se anche i radicali genovesi e tutta la città avessero davvero voluto onorarlo, gli avrebbero dovuto intitolare lo spiazzo antistante il carcere di Marassi, che non dà neppure problemi di cambio di numeri civici, con la targa: “Vittima della giustizia”».
Un po' diversamente la pensa il lettore Gian Giacobbi: «Non credo sia necessario porre un'ulteriore scritta o dedica alla targa che intitolerà una via al grande Enzo Tortora» scrive. «Penso sia sufficiente, sic et simpliciter, indicare soltanto il suo nome, tanto era famoso e ingiustamente giudicato il nostro concittadino. Ma se si volesse a tutti i costi apporre una dedica, proporrei “Baistrocchino”, tanto era il suo attaccamento alla mitica Bai, di cui non dimenticava mai di avervi orgogliosamente fatto parte (come autore e come attore) e di cui cercava di assistere agli spettacoli ogni volta che tornava a Genova. A differenza di molti, molti altri personaggi dello spettacolo che proprio dalla “nostra” Baistrocchi hanno preso il volo per la loro professione e notorietà, dimenticandosi o addirittura quasi vergognandosi di essere stati baistrocchini».

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