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Da PANORAMA del 18 luglio 2008
Tazebao
VICENDA TORTORA ANCORA EMBLEMATICA

di Lino Jannuzzi

Venticinque anni dopo la prigione per Enzo Tortora (17 giugno 1983) il giudice che l’arrestò, Giorgio Fontana, ha chiamato in giudizio Sergio De Gregorio e Lino Jannuzzi per essere risarcito dell’offesa patita dagli articoli da loro scritti sulla vicenda. De Gregorio, attualmente senatore del Pdl, è stato cronista giudiziario del “Giornale di Napoli”, di cui Jannuzzi era direttore, e aveva scritto di Tortora, di Fontana e del processo in occasione della morte del presentatore (20 maggio 1988). Fontana, dopo aver gestito l’inchiesta su Tortora, si era dimesso dalla magistratura in polemica con il Csm, che aveva aperto un procedimento disciplinare su di lui e sui due pm del processo Lucio Di Pietro e Felice Di Persia (procedimento poi finito nel nulla); oggi fa l’avvocato a Napoli. In questa veste aveva già querelato Jannuzzi in sede penale, ne aveva ottenuto la condanna e ne aveva già riscosso un risarcimento di diversi milioni di lire. Anche il pm del processo di primo grado Diego Marmo, quello che aveva definito Tortora «un cinico mercante di morte» in quanto spacciatore di droga, e il presidente del tribunale Luigi Sansone, quello che ha condannato Tortora a 10 anni di carcere, avevano già querelato Jannuzzi in sede civile e ne avevano ottenuto la condanna al pagamento di 100 milioni di lire a titolo di risarcimento.
Nessuno dei pm e dei giudici dell’inchiesta e del processo a Tortora è stato mai condannato a risarcire i parenti di Tortora, nonostante la vittoria dei referendum sulla responsabilità civile dei magistrati. Le figlie di Tortora, anzi, sono state condannate dal giudice di Milano Clementina Forleo a risarcire il “pentito” Gianni Melluso, che aveva calunniato Tortora, per aver denunciato per calunnia il calunniatore.
Tutti i pm e i giudici del processo a Tortora hanno fatto una brillante carriera dopo la morte del presentatore per il cancro che lo ha aggredito in carcere ne continuano ad amministrare giustizia a Napoli e dintorni. Giovedì scorso Marco Pannella e il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi hanno presentato il libro di Vittorio Pezzuto sul caso Tortora (Applausi e sputi, edizione Sperling&Kufner): «Ma in che paese viviamo?» ha domandato Sandro Bondi.

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