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Da A del 6 agosto 2008
L'intervista - Vittorio Pezzuto
«TORTORA, IL GRANDE INNOVATORE CHE NESSUNO HA RACCONTATO»

di Andrea Greco

Le 520 pagine di Applausi e sputi (Sperling&Kupfer) sono appena sufficienti per contenere la sintesi dei 15mila documenti raccolti da Vittorio Pezzuto sulla vita di Enzo Tortora. «È il primo omaggio al più grande innovatore della tv italiana», esordisce l'autore del libro.
Come descriverebbe Enzo Tortora?
«Era colto, garbato, fantasioso. Trasformò la Domenica Sportiva inventandosi la moviola; realizzò la prima trasmissione di cronaca rosa, Cipria, su Rete4, nella quale fece cantare politici come Pietro Longo, Calogero Mannino e Alfredo Biondi; con L'altra Campana, nel 1980, creò sia la tv interattiva (da casa si potevano votare referendum accendendo o spegnendo la luce, e l'Enel decretava il verdetto sulla base delle variazioni di consumo dell'energia elettrica) sia le nomination, con gli spettatori in studio che spegnevano il personaggio più antipatico».
Poi, col successo, le invidie...
«Portobello aveva una media di 25 milioni di spettatori. Ma non cercava di piacere a tutti i costi. Pur essendo un liberale conservatore, era anche un anticonformista: si batté contro il monopolio Rai e a favore del divorzio».
Come si spiega l'errore giudiziario?
«Le indagini furono condotte con incredibile sciatteria. Ho scritto il libro nella speranza che possa evitare altri casi di macelleria giudiziaria. Ma non penso che in questi 20 anni la situazione sia molto cambiata».

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