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Da AGENZIA STAMPA DEL PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE del 23 agosto 2008
LA VITA DI ENZO TORTORA TRA “APPLAUSI E SPUTI”
di Silvia Paolillo

Venerdì 22 agosto a Riomaggiore, Vittorio Pezzuto ha presentato il libro “Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora”: una biografia documentata, dura e spietata che racconta il dramma di un uomo libero. Sono intervenuti: Francesca Scopelliti, compagna di Tortora, e Pierluigi Visci, Direttore di QN e de Il Resto del Carlino.
«Venticinque anni fa, alle quattro e un quarto del mattino del 17 giugno, bussano alla porta di una camera dell’Hotel Plaza di Roma: spalancato l’armadio, aperta una valigia, sequestrata un’agenda telefonica, guardato dentro i calzini e spaccato un salvadanaio di ceramica a forma di porcellino (non si sa mai) si portano via un uomo stralunato, che ha appena avuto il tempo di vestirsi e di raccogliere pochi effetti personali in una sacca di tela rossa. Quando scendono con l’ascensore nella hall deserta il portiere di notte ha appena il tempo di mormorare - dietro al banco, la testa bassa - un “Mi dispiace” all’uomo che, come in trance, cammina in mezzo ai quattro carabinieri in borghese».
Inizia così “ Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora”, il libro di Vittorio Pezzuto - Sperling&Kufner, pagine 520, 15 euro - presentato venerdì 22 agosto a Riomaggiore alla presenza di Francesca Scopelliti, compagna di Tortora, e Pierluigi Visci, Direttore di QN e de Il Resto del Carlino - che ripercorre, con testimonianze, documenti, carte processuali e articoli di giornali, l’intera vita professionale e privata del più grande innovatore della televisione italiana: dagli esordi giovanili presso i teatrini studenteschi nella sua amata Genova alla ascesa e consacrazione in RAI, dalla sua cacciata quando la definì “un baraccone” al ritorno in RAI con Portobello, la trasmissione che frantumò tutti i record d’ascolto, sino all’incredibile vicenda giudiziaria che lo vide incolpevole protagonista. Tutti sappiamo come si concluse il caso Tortora: “assolto per non aver commesso il fatto”. Era il 17 giugno 1987. Undici mesi più tardi si spegnerà a Milano. “Basterebbe la prima vita di Enzo Tortora - ha dichiarato Vittorio Pezzuto - per giustificare una biografia: persona colta e raffinata, capace di essere leggero senza essere superficiale, ironico innovatore della grammatica radiofonica prima e televisiva poi, uomo di spettacolo a 360° in grado di andare dritto al cuore delle persone comuni, politico impegnato e grande, grandissimo giornalista. Poi purtroppo per lui, ma anche per tutta l’Italia civile, con l’arresto per camorra inizia la seconda vita, grottesca, drammatica, che ha finito per oscurare la prima”.
Anche Pierluigi Visci, Direttore di QN e de Il Resto del Carlino, ha voluto ricordare l’Enzo a lui più vicino e più caro, quello che tra il ’70 e il ’75 “scrisse pagine gradevoli, briose e ironiche di sport, costume e cronaca rosa ma anche reportages e approfondimenti acuti e lungimiranti sul movimento studentesco sessantottino, sulla guerriglia urbana che si trasformerà in lotta armata, sulla mafia, sul traffico di stupefacenti e sulla Cuba castrista di quegli anni”.
“E’ un romanzo - ha sottolineato Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente della Fondazione a lui dedicata - perché romantica è stata la vita di Enzo, ma è un libro vero e documentato sino all’osso, cosa questa che Enzo avrebbe molto apprezzato”. Ha poi aggiunto: “Sono grata a Vittorio Pezzuto per aver avuto il coraggio di raccontare una pagina di storia contemporanea non edificante per la nostra Repubblica e spero che la vicenda di Enzo Tortora possa essere il caso clinico da cui partire per migliorare il nostro sistema giudiziario, affinché nessun altro debba morire di malagiustizia”.
Il numeroso pubblico intervenuto ha ascoltato con attenzione i racconti, gli stralci di vita, i ricordi, gli aneddoti e gli episodi dell’incredibile vita lavorativa, della poco conosciuta vita personale e della drammatica vicenda giudiziaria. Ciascuno ha visto rispolverato il proprio ricordo di Enzo Tortora, un personaggio che ha accompagnato, almeno in parte, la vita di quanti hanno compiuto trent’anni. Anche la sottoscritta si è rivista bambina che davanti al programma “L’altra campana” accendeva e spegneva le luci di casa nelle prime vere nomination della televisione italiana. A vent’anni dalla sua prematura morte, il libro “Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora” è un ottimo modo per non permettere che vada perduta la memoria collettiva di un “uomo perbene che aveva solo il vizio di leggere” - come lo ha definito la compagna Francesca - ucciso dalla malagiustizia, per capire gli errori e gli orrori del sistema giudiziario italiano e anche, in qualche modo, per ricordare noi stessi.

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