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Da FREE ARTS & NEWS del 9 agosto 2008
A VENTICINQUE ANNI DALL'ARRESTO E A VENTI DALLA MORTE, LA PRIMA BIOGRAFIA DI ENZO TORTORA, TRA I VERI PADRI DELLA NOSTRA TV, GRANDE ANTICIPATORE DI IDEE E SIMBOLO DELLA MALAGIUSTIZIA
di Andrea Turetta

Due sono le immagini principali che mi vengono in mente quando penso ad Enzo Tortora: quella legata al suo successo televisivo e l'altra, ben più drammatica, legata al suo arresto. Due situazioni assai diverse e ben descritte in “Applausi e sputi, la prima biografia completa di Enzo Tortora, curata da Vittorio Pezzuto. In questo volume c'è davvero tutto quello che riguarda il presentatore genovese, a partire dai suoi primi anni di vita, per passare a quelli nel mondo del giornalismo. Vi sono i ricordi degli anni di guerra quando, durante i bombardamenti, rischiò la vita e soprattutto, quelli legati alla sua carriera nella radio ed tv. Giornalista di ottima penna e sguardo acuto, Tortora è stato un uomo di spettacolo a tutto tondo, autore radiofonico e teatrale, padre della tv moderna. Una carriera esplosiva, costellata di successi (un nome per tutti, quel Portobello che anticiperà di anni trasmissioni come Chi l'ha visto?, I Cervelloni, Stranamore…). Un antidivo che amava il suo lavoro ma che una volta spente le telecamere, rientrava nella sua vita di sempre, tra i suoi amati libri. Il suo linguaggio era educato ma al tempo stesso di alta levatura, la sua penna sapeva essere pungente ed autonoma. Un'autonomia che forse l'ha portato a subire l'invidia di tanti colleghi. Per alcuni anni condusse anche “La Domenica Sportiva”. Nonostante ciò, il suo rapporto con la televisione di Stato non fu in molti casi, idilliaco.
La sua trasmissione più nota, “Portobello”, ha inizio nel 1977 e ha un enorme successo di pubblico. Una fama di innovatore geniale la sua, conquistata a colpi di creatività e talento. Poi, la caduta, quando nel 1983 viene accusato di associazione per delinquere di stampo camorristico. È l'inizio della sua seconda vita. Si ritrova, innocente, in carcere. La vita di Tortora viene stravolta dagli eventi, ed è in ballo la salute psico-fisica dell'uomo che si ritrova vittima di un errore enorme giudiziario. La macchina della giustizia fa il suo corso, si inseriscono nel proseguo, varie accuse di pentiti… Potrebbe essere l'inizio della fine e invece è l'esordio di una nuova sfida, condotta con determinazione e generosità, che lo porta al Parlamento europeo per portare avanti le battaglie dei Radicali. Arriverà l'assoluzione, con formula piena. E il «caso Tortora» diventerà il simbolo della malagiustizia. Non dimenticherà i mesi passati in carcere e nemmeno le tante persone detenute che gli hanno da subito mostrato solidarietà, quella che non c'è invece stata da parte di molti colleghi che hanno al contrario, intinto le penne nel veleno per gettarlo addosso a Tortora.
Quante accuse ci furono quando Enzo Tortora accettò la candidatura nelle liste dei Radicali. Quella con Marco Pannella, era un'amicizia di vecchia data e fu uno dei pochi che gli fu accanto e si mobilitò nei momenti più duri… Attingendo a una immensa mole di documentazione, Vittorio Pezzuto ha ricostruito una vicenda biografica unica, riportando in molti casi le parole dei protagonisti e dello stesso Tortora: un uomo che ha saputo rimanere se stesso fino alla fine.

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