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Da CORRIERE DELL’UMBRIA del 21 ottobre 2008
La pubblicazione
TRA “APPLAUSI E SPUTI” LE DUE VITE DI TORTORA


Perugia – Le due vite del noto giornalista e conduttore televisivo Enzo Tortora, a distanza di vent’anni dalla sua morte, impresse in una biografia rigorosa e dettagliata. Quella della notorietà e del successo e quella della calunnia e dell’arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso. “Applausi e sputi - Le due vite di Enzo Tortora” di Vittorio Pezzuto è stato presentato a Perugia, a Palazzo Donini, durante un incontro pubblico voluto dall’associazione culturale “Liberaleidee”. Un’iniziativa come occasione per riflettere su una tematica ancora attuale, quale quella della giustizia italiana equa per tutti i cittadini, che ha animato il dibattito tra l’autore del volume; Francesca Scopelliti, compagna del giornalista e presidente della “Fondazione per la giustizia Enzo Tortora”; Ada Girolamini consigliere regionale dell’Umbria; Sandra Monacelli, segretario regionale dell’Udc e Giorgio Casoli, ex magistrato. «Il caso Enzo Tortora è ncora oggi il simbolo della giustizia ingiusta - ha dichiarato Ada Girolamini - ed ecco perché abbiamo voluto questa iniziativa: per riflettere e per non dimenticare». «In “applausi e sputi” ho voluto ricordare la memoria di un grande giornalista - ha sottolineato l’autore -, che ha riscritto le regole grammaticali del giornalismo televisivo e radiofonico e raccontare come è possibile vivere due vite: dagli anni Sessanta agli anni Ottanta l’ironico presentatore di successo; poi, dopo l’arresto, quella di presunto personaggio cardine della Nuova Camorra Organizzata e quindi le accuse, la lunga detenzione e il processo, prima mediatico poi nelle aule dei tribunali. Da ultimo il suo impegno politico nel Partito Radicale». «Con la Fondazione continuo la battaglia di civiltà di Enzo - ha riferito Francesca Scopelliti - per lui occuparsi di giustizia significava occuparsi di igiene sociale. Questa è una battaglia che riguarda tutti noi, ognuno con le proprie responsabilità e competenze, senza la contrapposizione tra chi è a favore e chi è contro le riforme per avere una giustizia più giusta e uno Stato di diritto». «I dati ci dicono che qualcosa non funziona nella giustizia italiana – ha aggiunto la presidente della Fondazione -, e che purtroppo un altro caso Tortora potrebbe verificarsi. Più del 70 per cento degli italiani non ha fiducia nella magistratura e nella giustizia, un dato allarmante che deve far riflettere. Se io fossi un magistrato mi metterei intorno ad un tavolo per capire quali riforme siano necessarie per dare una maggiore fiducia nei cittadini e per dare vita ad un sistema giudiziario veloce, equo e giusto per tutti».
Sandra Monacelli, invece, ha sostenuto che «la giustizia è una delle emergenze del Paese su cui forze riformiste come l’Udc ed i Socialisti possono impegnarsi insieme». Giorgio Casoli, sul caso Tortora, ha sottolineato che all’epoca si affermò la strategia della nuova camorra organizzata che voleva in modo eclatante discreditare l’istituto dei pentiti. Questa tesi ha trovato contrarietà nell’autore e in Francesca Scopelliti che hanno sostenuto l’errore mai ammesso e riconosciuto”.

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